09/06/2007 – UFO: MITO O REALTÀ?

Una sintesi di questo articolo apparve fra le News della rivista ufologica a diffusione nazionale “Area 51” (n. 22, Luglio 2007).

Esperti a confronto sul fenomeno più inquietante e misterioso dei tempi moderni.

di Fabio Siciliano

19/05/2007 – Il Caso Zanfretta a convegno col CUN a Torriglia (GE). Da sinistra a destra: Roberto Pinotti, Piero Fortunato Zanfretta, Mauro Moretti, Rino Di Stefano, Emilia Ventura Balbi ed il Maresciallo Antonio Nucchi.


Il CASO ZANFRETTA è tornato nuovamente a far parlare di sé, ma questa volta in una cornice ben più seria, consona e lontanissima dai recenti e tristemente noti esempi di vera e propria televisione spazzatura che hanno inutilmente tentato di screditarlo [1].


Sabato 19 Maggio 2007, infatti, in un clima di assoluta ufficialità e alla presenza di tutte le maggiori personalità che, almeno dal punto di vista terrestre, contribuirono a delinearne le vicende, si è svolto a Torriglia un interessante convegno organizzato dalla stessa Amministrazione comunale in collaborazione con la RAI – Sede Regionale per la Liguria ed il CUN – Centro Ufologico Nazionale.


Torriglia è un piccolo centro davvero piacevole, immerso nel verdissimo entroterra genovese.

Il Caso Zanfretta lo rese assai famoso dal punto di vista ufologico.

L’iniziativa ha avuto luogo presso una sede istituzionale, quella dell’Ente Parco dell’Antola e, più precisamente, nel Salone Torriglietta, sito al Civico 3 di Via Nostra Signora della Provvidenza, arteria principale della ridente cittadina.

Assai folta la presenza di pubblico sia locale sia forestiero, che ha preso parte alla giornata mostrando grande attenzione dal mattino al tardo pomeriggio e praticamente senza mai mostrare il minimo cedimento.


Moderatore del convegno il giornalista e scrittore RINO DI STEFANO, già autore dello storico volume “Luci nella notte: Il caso Zanfretta” (1979, Alkaest, GE) giunto ora alla terza edizione riveduta ed aggiornata dal titolo “Il Caso Zanfretta – La vera storia di un incredibile fatto di cronaca” (2007, De Ferrari, GE).


Dopo il saluto della Autorità, il Presidente del CUN, ROBERTO PINOTTI, ha aperto i lavori sul tema “I rapimenti – Mistero di un fenomeno“.


Ha fatto seguito la proiezione dello sceneggiato televisivo prodotto dalla sede regionale RAI della Liguria “UFO a Genova? Gli incontri ravvicinati di Piero Zanfretta“, ideato e realizzato da Bruno Ferracciolo con la collaborazione di Grazia Galardi: un fedele documento che ha saputo toccare momenti di intensa drammaticità, al punto da creare fortissime emozioni in alcune delle persone presenti in sala, che evidentemente vissero direttamente i fatti di quei giorni.


Successivamente si è svolta una tavola rotonda cui hanno partecipato lo stesso PIERO FORTUNATO ZANFRETTA, il Maresciallo dei Carabinieri oggi in pensione ANTONIO NUCCHI, che ai tempi fu autore dell’inchiesta giudiziaria sul caso, la Coordinatrice Regionale del CUN Liguria EMILIA VENTURA BALBI, il Medico Psicoterapeuta MAURO MORETTI, che condusse le ormai famose sedute ipnotiche sul teste, e Roberto Pinotti.

Piero Fortunato Zanfretta, Mauro Moretti e Rino Di Stefano.

Zanfretta, al solito, benché esortato a dire la sua, è stato schivo, equilibrato e di poche parole: del resto i fatti, in tutti questi anni, hanno parlato da soli ben al di là di quanto il loro stesso protagonista avrebbe voluto.


È stata riprodotta in sala una parte del nastro registrato durante la seduta di ipnosi regressiva a cui Zanfretta fu sottoposto da Moretti il 12 Luglio 1985 e riportata nell’Appendice del libro di Di Stefano, nella quale gli interlocutori parvero essere, per bocca del rapito, gli stessi Dargos che lo sequestrarono, coi quali lo psicoterapeuta contrattò un possibile incontro ponendo però delle chiare condizioni, fra le quali l’acquisizione del controllo della fantomatica “sfera“.


Di Stefano
ha poi ricordato come, in seguito al loro viaggio negli USA su invito del Colonnello Wendelle C. Stevens in occasione del Primo Congresso Mondiale di Ufologia svoltosi a Tucson, in Arizona, fra il 3 e il 7 Maggio 1991, vi furono alcuni personaggi pronti ad offrire a Zanfretta delle borse piene di denaro perché la stessa “sfera” fosse loro consegnata, ma questi vi si oppose sempre, sostenendo che chiunque si fosse avvicinato a quel dispositivo al di fuori della sua persona ne sarebbe stato immediatamente incenerito, così come sarebbe accaduto a una povera lepre sotto i suoi stessi occhi; gli americani replicarono allora che disponevano di almeno cinquanta persone pronte a morire per raggiungere lo scopo, ma Zanfretta rifiutò ancora, non volendo rischiare in alcun modo di avere la vita di qualcuno sulla propria coscienza.

Roberto Pinotti e Piero Fortunato Zanfretta.

Particolarmente interessanti sono stati poi i fatti riferiti dal Maresciallo ANTONIO NUCCHI, il quale ha raccontato delle indagini svolte e di come Zanfretta fosse addirittura astemio. Ma il vero “pezzo forte” è venuto quando il militare in pensione ha riferito di due avvistamenti di cui egli stesso fu testimone, il primo dei quali si verificò ancor prima del Caso Zanfretta, lasciando così intendere che, evidentemente, qualcosa di strano si stesse muovendo in zona già da tempo. Una notte, infatti, appena trasferito da Genova e non conoscendo ancora il nuovo territorio assegnatogli, si imbatté in macchina in ciò che sul momento gli parve la veranda di una villa in festa. In seguito, però, anche attraverso passaggi ripetuti nella stessa area, scoprì che quella villa in realtà non esisteva affatto e fu così che comprese di aver visto un UFO che stazionava sul bosco.

Il Maresciallo Antonio Nucchi mentre rievoca i suoi avvistamenti UFO a Torriglia.

Il secondo avvistamento si verificò invece dopo il Caso Zanfretta e coinvolse anche la moglie e una coppia di amici: i quattro osservarono un UFO a brevissima distanza che, come il precedente, apparve caratterizzato da luci colorate da delicate tinte pastello. Nucchi riferì il fatto in modo informale ad un suo superiore, il quale però lo consigliò di tenere la faccenda per sé poiché, in caso contrario, visto il clamore suscitato dallo stesso Caso Zanfretta proprio in quei giorni, avrebbe rischiato gravi ripercussioni, fra cui il rischio di un immediato trasferimento. E, così, fu costretto a tacere. Sul Caso Zanfretta, prudenzialmente, istruì comunque un procedimento penale, ritenendo quantomeno che la presenza di aeromobili “stranieri” nello spazio aereo italiano e ovviamente privi delle necessarie autorizzazioni costituisse di per sé un elemento di reato.

Rino Di Stefano, Emilia Ventura Balbi ed il Maresciallo Antonio Nucchi.

Alla ripresa pomeridiana il Segretario generale del CUN, VLADIMIRO BIBOLOTTI, ha presentato una relazione intitolata “Il significato dei rapimenti per l’ufologia italiana“. Ne è nato uno scambio di battute di approfondimento, durante le quali Pinotti non ha certo risparmiato critiche al tradizionale mondo accademico e non solo. Da una parte, infatti, si è detto a dir poco scettico nei confronti del lavoro del Chimico Corrado Malanga, dubitando sia dei quattrocento casi a sua detta investigati sia delle proiezioni sul numero effettivo dei rapiti nel nostro Paese, cifre giudicate sostanzialmente esagerate e dunque inaccettabili. Su questo punto, personalmente, non condivido affatto la posizione di Pinotti, ma a riguardo sarebbe necessario un articolo a parte. Dall’altra, sottolineando come la mole delle testimonianze raccolte in tutto il Mondo e nel corso degli anni sarebbe da sola sufficiente a comprovare la realtà degli UFO in qualsiasi aula di tribunale ben oltre ogni ragionevole dubbio (e su questo non gli si può certo dare torto), ha pesantemente ironizzato sull’atteggiamento saccente di “certi” scienziati che, tradendo i loro veri compiti, amano liquidare le questioni ufologiche riempiendosi spocchiosamente la bocca citando il solito Principio del “Rasoio di Occam“, spesso utilizzato fuori luogo ed anzi dimenticando che non di rado la Scienza stessa si trova costretta a dover descrivere fenomeni complessi attraverso modelli tutt’altro che semplici.


Queste ultime considerazioni hanno provocato le ire di DIEGO G. TORRISI, Presidente dell’Associazione Astrofili URANIA, che pure sarebbe dovuto intervenire sul tema “Perché negli osservatori astronomici non si studiano gli Ufo“. L’intervento di Pinotti è stato infatti erroneamente interpretato come un attacco frontale alla Scienza e al metodo scientifico, al quale Torrisi si è dunque sentito in dovere di reagire in modo deciso e severo, sottolineando la propria sorpresa e indignazione e prendendo nettamente le difese di quanto a suo avviso era stato ingenerosamente insultato. È stato comunque uno scontro alla pari, corretto e rispettoso da entrambe le parti. Fortunatamente il dovuto fair-play ha permesso di chiarire gli equivoci e ridurre considerevolmente le distanze, soprattutto quando Pinotti ha fatto capire al suo interlocutore, che pure ha saputo mostrare tutta la propria onestà intellettuale comprendendo alla fine le ragioni dell’altro, che sostanzialmente il problema non sono gli scienziati in quanto tali ma solo coloro i quali, citando l’esempio del Fisico Antonino Zichichi con la sua celeberrima pessima figura televisiva [2], pretendono di esprimere giudizi affrettati su questioni sulle quali non hanno alcuna preparazione e competenza sia per non essersi mai seriamente documentati, sia perché, ed è questo il vero nocciolo della questione, le prove oggettive ed inequivocabili che da sempre vanno cercando sono state appositamente occultate dall’intelligence. Su questo punto non si può non essere pienamente d’accordo: la questione UFO è innanzitutto una questione politica prima che scientifica e paradossalmente proprio gli scienziati e gli scettici più oltranzisti ne sono sempre state le vittime più indifese. Non a caso, infatti, Pinotti ha ricordato come al Ministero degli Interni vengano fatti ai nuovi arrivati dei veri e propri corsi sulla gestione del problema UFO, perché tale faccenda è vista innanzitutto come una questione di ordine pubblico, dunque non si può prescindere da questa cornice nell’affrontare il tema, perché di fatto la Scienza viene volutamente privata delle prove di cui avrebbe bisogno per poter affermare la realtà del fenomeno in modo incontestabile e coerentemente coi metodi che nel corso della sua Storia si è data.


Fuori programma, il biologo fiorentino e Consigliere Nazionale del CUN PATRIZIO CAINI ha riproposto la relazione sulla Xenologia che aveva già presentato a San Marino lo scorso Aprile, citando fra l’altro due studi estremamente interessanti pubblicati di recente. Il primo è della ricercatrice italiana Claudia Acquisti (ai tempi al “Max Planck Institute” di Colonia e attualmente al “Center for Evolutionary Functional Genomics” presso il “The Biodesign Institute” dell’Università dell’Arizona a Tempe) che, in collaborazione con Jürgen Kleffe (“Institute of Molecular Biology and Biochemistry” di Berlino) e Sinéad Collins (stesso “Max Planck Institute” di Colonia), ha messo in luce il ruolo fondamentale di un ambiente ricco di ossigeno per lo sviluppo di forme di vita eucariotiche e pluricellulari [3]. Il secondo è del danese Rasmus Bjoerk del “Niels Bohr Institute” di Copenaghen, che ha elaborato “Una Possibile Soluzione del Paradosso di Fermi” giustificando il problema del “non-contatto” sull'”International Journal of Astrobiology” con l’estrema vastità della Galassia e col tempo ugualmente enorme (oltre 100.000 anni) che sarebbe necessario ad esplorarne anche una regione relativamente piccola (40.000 stelle, pari allo 0,0004 per cento di quella ritenuta abitabile) utilizzando 64 sonde automatiche, comunque non in grado di superare una velocità pari al dieci per cento di quella della luce [4].


Nel corso di un ulteriore “fuori programma“, attraverso immagini satellitari e simulazioni di volo computerizzate, si è mostrato al pubblico lo scenario geografico dell’ambiente naturale in cui il Caso Zanfretta si è svolto, evidenziando come la zona in questione sia ricchissima di luoghi difficilmente accessibili se non dall’alto e ricordando l’ondata di avvistamenti UFO verificatasi nel territorio di Torriglia e sul vicino Monte Prela nel 1988.


Il biologo GIORGIO PATTERA, Consigliere e responsabile scientifico del CUN, ha presentato una relazione dal titolo “L’aspetto biopsicofisico dell’ipnosi regressiva nei soggetti con presunte situazioni di rapimento“, nel corso della quale ha esposto una possibile interpretazione tecnica del significato e dello scopo degli impianti. Sottolineando infatti la scarsa potenza di cui tali dispositivi potrebbero presumibilmente disporre, li interpreta non già come “transponder”, cioè come segnalatori di posizione, ma piuttosto come “stimolatori ormonali”. La loro funzione si esplicherebbe non necessariamente su base biochimica, cioè attraverso il rilascio di neurotrasmettitori, ma invece su base elettrica e dunque, ha osservato, non a caso sarebbero sempre collocati su “meridiani” specifici ben noti nel campo dell’agopuntura. Esistono fra l’altro progetti di microchip visivi da innestare, guarda caso, attraverso il naso e in particolare proprio nei pressi della ghiandola pineale (il cosiddetto “terzo occhio“), che tipicamente produce melatonina in presenza di luce; ha poi notato che un eccesso di tale sostanza porterebbe a uno “stato alterato di coscienza“, per quanto non sia chiaro se con ciò si intenda uno stato di coscienza “allargata” oppure uno stato caratterizzato da vere e proprie allucinazioni. In ogni caso, su questa base, si potrebbe ipotizzare che con tale tecnologia gli Alieni siano in grado di alterare volutamente la coscienza dei loro rapiti allo scopo di mascherare il più possibile quanto avvenga effettivamente durante il rapimento. In questo modo qualsiasi descrizione fatta dalle loro vittime in merito a quanto visto e accaduto, comprese le reali fattezze dei loro rapitori, potrebbe essere messa in serio dubbio.


L’argomento è cruciale e ha suscitato diversi interventi, anche dal pubblico.


Di Stefano
ha riferito che in seguito alle polemiche con Alessandro Cecchi Paone a “Il Bivio“, Zanfretta si è finalmente sottoposto a una Risonanza Magnetica che non ha mostrato la presenza di un “impianto” ma che ha comunque rivelato l’esistenza di una sorta di anomalo “ispessimento” della scatola cranica in corrispondenza del cervelletto.


Pinotti ha rincarato la dose sottolineando che ormai il rinvenimento o meno di impianti nei rapiti ha perso in parte la rilevanza che poteva avere un tempo, perché ormai, apparentemente, gli impianti vengono prodotti in un materiale biocompatibile, piuttosto difficile da distinguere dal normale tessuto vivente.


Pattera ha quindi subito confermato il dubbio, assai arguto, sollevato da un giovane del pubblico: sembra infatti che gli impianti si stanno evolvendo, forse sulla spinta del fatto che ormai vengono ricercati ed estratti dagli studiosi; così, da composti metalloidi quali ad esempio il Silicio, che potevano essere facilmente individuati attraverso radiografie, ecografie ed altri sistemi diagnostici più sofisticati, si è passati a composti “biocompatibili” radioopachi, che fra l’altro non generano tessuto cicatriziale che, a volte, portava gradualmente all’espulsione naturale dell’impianto stesso; in breve, gli Alieni si sarebbero fatti via via più “furbi” proprio per aggirare le nostre indagini.


Un altro interessantissimo contributo a questo tema è venuto, con un ulteriore “fuori programma”, dal Coordinatore regionale del CUN per il Triveneto ALFREDO BENNI, che ha presentato una relazione dal titolo “Uno sguardo sugli impianti“. Essendo Analista Programmatore e dunque esperto di Informatica, ha parlato dei moderni chip con tecnologia RFID (“Radio Frequency IDentification“, come quelli previsti dalla Legge contro il randagismo per combattere l’abbandono dei cani) e UWB (“Ultra Wide Band“, che emettono impulsi a durata ridottissima, quindi difficili da rilevare, e su banda ultra larga, in grado perciò di trasmettere una grande quantità di dati). Su queste basi, Benni ipotizza che l’impianto ormai invisibile di Zanfretta sia in realtà una sorta di registratore a più canali di tutto quanto percepito dai sensi del suo portatore e ha quindi provato a calcolare la mole di dati raccolta nell’arco di una ventina di giorni nell’ordine di circa un Terabyte, pari cioè a mille miliardi di caratteri. La “sfera” che Zanfretta dovrebbe raggiungere ed attivare ogni venti giorni potrebbe dunque essere una sorta di memoria di massa nella quale periodicamente andrebbero riversati i dati raccolti dall’impianto, la cui memoria verrebbe così liberata per un nuovo ciclo di acquisizione di informazioni. Eventualmente, poi, la “sfera” potrebbe trasmettere tutto quanto ai Dargos.


ENRICO BACCARINI, Consulente in psicologia del CUN di Firenze, è stato l’ultimo relatore del Convegno e ha preso la parola sul tema “L’aspetto psicologico nei rapimenti“. Nel corso del suo intervento ha parlato non solo dell’antica tradizione nordica che riferisce di rapimenti alieni “ante litteram” attraverso la presenza demoniaca di incubi e succubi atti a disturbare il sonno delle loro vittime, ma anche e soprattutto della storia dello sviluppo dell’interesse scientifico ufficiale intorno al problema. Ha così citato, in particolare, il primo riconoscimento accademico dell’esistenza delle “abductions” attraverso un importante documento del MIT riferito a una conferenza [5] cui prese parte nel Giugno 1992 il compianto Prof. John E. Mack e il “Case Book[6] del Prof. David Lukoff che, senza mezzi termini, dedica il paragrafo 3.9 alle “Alien encounter experiences“. Ha poi ricordato quanto scomoda fosse la figura di John E. Mack per il tradizionale establishment universitario, prova ne è che, in seguito alla sua morte prematura, la sua cattedra alla Harvard University sia stata data a Richard McNally, “negatore ufficiale” del fenomeno, che ritiene semplicemente frutto di un “disturbo della mente“. Conclusione ovviamente inaccettabile, soprattutto ricordando che gli impianti estratti dal Dr. Roger Leir avrebbero dimostrato una composizione isotopica non terrestre e che la seria psicologia odierna ufficialmente NON è in grado di spiegare in termini “convenzionali” una percentuale di casi di abduction variabile dal due al tre per cento del totale.

L’Avvocato FABIO FOSSA, Sindaco di Torriglia, ha infine chiuso ufficialmente i lavori del Convegno, rilevando da una parte il grande successo della manifestazione e augurandosi dall’altra, assieme a Pinotti, che questa possa essere la prima di una lunga serie di eventi culturali a sfondo ufologico che potranno caratterizzare il suo Comune nel corso dei prossimi anni.

NOTE

[1] Si veda la trasmissione “Il Bivio” di Enrico Ruggeri, andata in onda martedì 27 Febbraio 2007 su Italia 1.
[2] Il fatto ebbe luogo durante la trasmissione “Acquario“, messa in onda Lunedì 5 Febbraio 1979 alle ore 22.30 da Rai Uno e condotta da Maurizio Costanzo, ospite Zichichi su posizioni anti-UFO e, su posizioni nettamente opposte, lo stesso Pinotti e, soprattutto, il Prof. Giuseppe Tagliaferri nella sua doppia veste di Astronomo dell’Osservatorio Astrofisico di Arcetri (FI) e di Segretario della Società Astronomica Italiana; si veda, in proposito, lo storico articolo di Pier Luigi Sani “Ufologia o << asinologia >>?” pubblicato sul numero di Aprile 1979 di “UFO Notiziario” alle pagine 34-38.
[3] Articolo pubblicato il 4 Gennaio 2007 sulle pagine 47-52 del numero 445 della prestigiosa rivista “Nature” e online dal 20 Dicembre 2006 su http://www.nature.com/nature/journal/v445/n7123/abs/nature05450.html; lo studio è citato anche sul numero 463 di Marzo 2007 di “Le Scienze” (Edizione Italiana di “Scientific American“) a pagina 28 (“Grazie all’ossigeno“).
[4] Lo studio è citato anche a pagina 25 (“Extraterrestri: ma dove sono?“) dello stesso numero di “Le Scienze” indicato nella nota precedente. Bjoerk ha concluso che “non siamo stati contattati da civiltà extraterrestri perché queste non hanno avuto il tempo di trovarci“. È ovvio che da una parte ignora totalmente la questione UFO e dall’altra ipotizza sistemi di propulsione ancora limitati dalle nostre attuali conoscenze fisiche.
[5]Alien Discussions – Proceedings of the Abduction Study Conference” di Andrea Pritchard, David E. Pritchard, John E. Mack, Pam Kasey e Claudia Yapp (1992, MIT), disponibile in Inglese su Amazon.com e Amazon.co.uk.
[6] L’importante documento è disponibile online su http://www.spiritualcompetency.com/dsm4/dsmrsproblem.pdf ed è intitolato “DSM IV Religious & Spiritual Problems – DSM-IV-TR“, dove “DSM IV” sta per “Diagnostic and Statistical Manual, Fourth Edition (DSM-IV)“; il sito del Prof. David Lukoff su http://www.spiritualcompetency.com/ si occupa di Psicologia professionale (“Spiritual Competency Resource Center – Continuing Education for Mental Health Professionals“).
Il pieghevole col programma del convegno organizzato dal CUN.
La copertina del numero di “Area 51” (n. 22, Luglio 2007) fra le cui News apparve una sintesi di questo articolo.
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